La mia amica Nina

Non pubblico un racconto sul mio blog da tanto tempo.
Ho scritto questo racconto per bambini ben cinque anni fa. Avrei potuto ambientarlo in un luogo immaginario, in un qualsiasi periodo storico futuro o passato, ma ho scelto di ambientarlo a Trezzo sull’Adda, all’incirca negli anni Cinquanta.
Le ambientazioni e i piccoli riferimenti dell’epoca mi sono stati raccontati da mio nonno e io ho scelto di inserirli in un racconto, che rimanesse per sempre nero su bianco, in suo ricordo.
Vi auguro una buona lettura.

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Come vento – Odiblue

Ho scoperto questo libro grazie a Instagram, sulla pagina dell’autrice.

Nonostante una coda di lettura lunghissima e il fatto che “Come vento” è un bel mattoncino da circa 500 pagine, non mi sono lasciata spaventare e mi sono buttata nella lettura di questo fantasy soft venato di romance.

In un paio di settimane, non senza interruzioni date dalla vita reale, sono arrivata alla fine, all’ultima pagina, a uno di quei finali che io adoro ma di cui non posso anticiparvi nulla.

Lo stile di “Come vento” è elaborato, descrittivo e ricco di metafore che raccontano più di mille parole. Ogni cosa è mostrata, mai raccontata.
I riferimenti alla mitologia e all’epica classica arricchiscono la storia e, per analogia, aiutano nella comprensione dei rapporti che intercorrono tra i personaggi, quando ancora il loro passato e la loro personalità sono avvolti nel mistero.

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Gli autori emergenti fanno schifo

Questo post nasce da alcuni messaggi privati che una bookblogger ha voluto rendere pubblici su Instagram.
Senza riportarli nel dettaglio, vi basti sapere che molti bookblogger giustificavano la richiesta di soldi agli emergenti in cambio di recensioni perché “i loro libri fanno schifo e quindi per leggere merda vogliamo essere pagati”.

Ovviamente, gli stessi bookblogger non si sognerebbero mai di chiedere un centesimo alle grandi CE, perché i libri editi da grandi CE, secondo il loro metro di giudizio, sono tutti capolavori letterari.

Ho quindi pensato anch’io di dire la mia.

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La canzone di Achille – Madeline Miller

Come sempre, quando le aspettative su un libro sono troppo alte, si rimane delusi e, infatti, è proprio ciò che mi è successo con “La canzone di Achille”.

Ho letto centinaia di recensioni a cinque stelle un po’ ovunque e mi sono fidata, ignorando quelle voci fuori dal coro che dicevano “meglio non conoscere l’Iliade” o “meglio dimenticare l’Iliade” prima di leggere questo libro.

Ammetto di non aver dato retta a quelle voci, pensando che fossero i soliti snob che “se non è identico all’opera originale, fa schifo”.

Invece, questa volta avevano ragione.

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Sir Blake nel regno dei Sidhe – Lorenzo Iero

Ho scoperto questo libro fantasy per ragazzi grazie a Instagram e, dopo aver seguito per un po’ la pagina del suo autore, mi sono decisa ad acquistarlo, spinta dai numerosi post a tema.

La storia è molto carina, semplice, in grado di affascinare il target giovane a cui si rivolge.

Blake Caldwalader, il protagonista della storia, è un bambino come tanti, a cui piace disegnare e fantasticare.
A distinguerlo dagli altri bambini, però, non c’è alcun superpotere o dote naturale, a differenza di quanto accade in moltissimi romanzi fantasy.
Anzi, a Blake manca un braccio, da quando gli è stato amputato a causa della meningite.

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Recensione “Il grande Vallo” su “1001 notti d’inchiostro”

Ed eccoci qui, dopo la pausa estiva, per riprendere le attività del blog.
Avrei potuto riaprire bottega a inizio settembre, ma ho preferito prendermi 2 settimane extra per produrre nuovi articoli, la cui uscita è pianificata nei prossimi mesi.

Oggi avrei voluto iniziare con un post di analisi relativo ad alcune dinamiche di Instagram che coinvolgono gli autori emergenti, ma ho trovato nella casella mail una bellissima sorpresa: la recensione di Sara, bookblogger di “1001 notti d’inchiostro“.

Per chi non conoscesse il suo blog, vi consiglio caldamente di dargli una lettura: troverete un sacco di titoli interessanti, recensioni dettagliate e approfondite, pagine traboccanti di passione per la lettura… Insomma, un approdo sicuro per chiunque sia alla ricerca di buone letture e ottime recensioni.

Lascio quindi la parola a lei, grazie Sara!

“L’erede di Ethel – Il grande Vallo” recensione su “1001 notti d’inchiostro”

Il grido della rosa – Alice Basso

Amo lo stile frizzante di Alice Basso e aspettavo questo romanzo con impazienza.
Quando si desidera ardentemente mettere le mani su un nuovo libro, in genere è facile rimanere delusi e non vedere soddisfatte le proprie (altissime) aspettative.

In questo caso, invece, Alice Basso ci regala una storia ricca di colpi di scena e intrighi, come sempre espressi con il suo stile originale, leggero e divertente.

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Prontuario di buona educazione per collaborazioni autore/bookblogger

Scrivere un libro e vederlo pubblicato non è sufficiente affinché il libro venga letto e conosciuto dai lettori.
A questo, aggiungiamo che un esordiente che riesce a vendere più di 200 copie dovrebbe ritenersi soddisfatto, visto che gran parte dei libri pubblicati ogni anno non raggiunge questa soglia.

Di conseguenza, per vendere un libro è necessario promuoverlo.
I social sono ovviamente il mezzo più rapido e che vi garantisce il maggior bacino di utenza in cui “pescare” il vostro pubblico, ma è bene guardarsi da alcuni/e bookblogger che amano lucrare sulle spalle degli autori esordienti.

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Come scrivere una sinossi

Come avevo scritto nell’articolo Come presentarsi a un editore, di norma, oltre alla presentazione, in fase di spedizione di un manoscritto vengono richiesti una sinossi e un piccolo estratto del testo (o l’intero manoscritto).

Vediamo quindi come scrivere una sinossi, partendo da una premessa fondamentale: la sinossi non è la quarta di copertina.

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“L’erede di Ethel” sul giornale di Carate

Quando ho iniziato a scrivere l’ultima stesura di questa storia, sei anni fa, non avrei mai immaginato che sarebbe stata scelta da un editore e pubblicata.
Per la verità, non credevo nemmeno che sarei arrivata alla fine.

Tengo moltissimo a questa saga. Non è la mia prima opera e non sarà l’ultima, ma le ho dedicato anni, lunghe ore di fatica, a volte di disperazione.
Mi sono affezionata al mondo che ho creato e ho vissuto la storia accanto ai miei personaggi, perché tenere in mano la tastiera e avere una scaletta scritta su carta non significa proprio nulla.

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