La mossa del principe – C. S. Pacat

Se nella mia recensione di Il principe prigioniero avevo detto che la parte violenta della storia era risolta in modo troppo sbrigativo, in questo secondo volume, dalla metà in poi, si vede invece un progresso notevole nello stile dell’autrice.

Le battaglie sono finalmente vivide e realistiche e anche i duelli sono descritti con dovizia di particolari.

Il punto di forza di questa saga ma, in particolare, di questo libro è la caratterizzazione dei protagonisti.

La storia è narrata con una terza persona immersiva e il punto di vista è quello di Damen, principe di Akielos fatto prigioniero a causa di un inganno ordito da suo fratello e venduto come schiavo a Laurent, il glaciale e spietato principe di Vere.

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Un popolo di roccia e vento – G. H. Bonde


Ho preso questo libro approfittando della promozione Feltrinelli “due libri a 9.90”
Non era un libro che avevo in mente di acquistare.
Nemmeno lo conoscevo, prima di sfogliare il catalogo dei volumi in promozione, ma sono contenta di averlo scelto.

L’autrice, di origini iraniane, è fuggita in Svezia insieme ai genitori quando era ancora bambina e il suo vissuto è sicuramente fuso con le vicende di Nahid che, fin dall’inizio, ci viene presentata come una persona scontrosa, acida, talvolta addirittura maleducata con chi vorrebbe aiutarla.

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Il fantasy è un genere di serie B

Come sapete, su Instagram curo la pagina librieracconti, su cui condivido recensioni veloci e piccoli scampoli di viaggio.

Su un blog come questo, il riscontro non è immediato come sui social.
Ci vogliono mesi prima di capire quali sono davvero gli articoli di successo, ossia quegli articoli che, anche dopo settimane dalla data di pubblicazione, macinano visite e like.
Su Instagram, invece, mi accorgo subito se un post è piaciuto o meno in base al numero di like, ai salvataggi, ai commenti e, soprattutto, alle oscillazioni nei follower.

Di recente, sulla mia pagina Instagram, ho recensito alcuni libri di genere fantasy che, a differenza di un grande classico o di un libro con “Adelphi” scritto in copertina, hanno portato a un numero di like inferiore a 30 e alla perdita di diversi follower.

Una ragazza, in particolare, si è anche presa il disturbo di scrivermi in privato, dicendomi che le dispiaceva moltissimo smettere di seguire la mia pagina, ma che non era interessata a bookblogger che parlano di “fantasy di serie B”.

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Il principe prigioniero – C. S. Pacat

Questo libro mi è stato suggerito dalla newsletter di Amazon e, all’inizio, devo ammettere che ero un po’ perplessa.

Provenendo dal mondo delle fanfiction, ho letto centinaia di storie poco realistiche sul rapporto (malsano) tra schiavo e padrone, presentato come uno struggente romance.

Poi ho deciso di fidarmi delle buone recensioni.

Diciamo che, per le prime 100 pagine, non ho capito se mi stesse piacendo o meno.
“Il principe prigioniero” è un libro avvincente, in cui un capitolo tira l’altro, ed era da parecchio tempo che non leggevo un libro da cui mi fosse impossibile staccarmi, però…

Mi mancava qualcosa.

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Come scrivere la recensione di un libro

Non credevo che sarei mai giunta a fare questo post, più che altro perché non credevo nemmeno che ce ne fosse bisogno.
A quanto pare, invece, con l’avvento di portali e siti di e-commerce che mettono a disposizione le comode stelline di valutazione, direi che non solo è necessario, ma anche indispensabile.
Purtroppo, non credo che le persone a cui questo articolo è rivolto lo leggeranno mai e, anche se dovessero leggerlo, è probabile che continueranno a fare di testa loro, ma io ci provo lo stesso.
Se poi questo articolo dovesse essere utile a qualche studente di passaggio alla ricerca disperata di un buon modo per scrivere una scheda libro, tanto meglio.
Da ex studentessa incapace di scrivere una scheda libro, capisco il problema e penso che avrei pagato oro per avere internet quando ero alle medie.

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Cronache di un gatto viaggiatore – Hiro Arikawa

Questo romanzo è un piccolo capolavoro.
Si prende i suoi tempi, presenta i personaggi e il loro vissuto senza fretta, alternando il punto di vista di Nana, il gatto protagonista, con un narratore onnisciente, senza mai dilungarsi in scene inutili.

Le descrizioni sono vivide e accurate, i personaggi che entrano a far parte della vita del protagonista, nonostante vengano tratteggiati in una manciata di pagine, sono descritti in modo così attento e profondo che, alla fine, sono giunta a considerarli vecchi amici.

Un romanzo che parla di gatti, ma non solo.

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3 buoni motivi per pubblicare a pagamento

Eccoci di nuovo qui a parlare di un argomento che mi sta a cuore, ossia il confronto tra EAP e noEAP.

L’EAP (Editoria A Pagamento) è quell’editoria che si basa sul fatto che l’autore, per essere pubblicato, debba assumersi parte delle spese di pubblicazione (in genere nell’ordine delle 2000 euro) o farsi carico dell’acquisto di un numero di copie che, di solito, va da 100 a 300.
Ipotizziamo 10 euro a copia… 100*10 = 1000 e 300*10 = 3000, con un capitale medio investito di 2000 euro.

Per cui, che venga esplicitamente richiesto il versamento di una cifra di denaro o che tale versamento sia camuffato dall’acquisto di copie, sempre di editoria a pagamento si tratta.

L’editoria noEAP, invece, è quell’editoria che s’impegna a pubblicare a proprie spese i manoscritti ricevuti e verso la quale l’autore non ha alcun obbligo pecuniario.
Ben venga se l’autore decide di acquistare alcune copie e farsi carico di venderle in prima persona, ma non è costretto da alcun vincolo contrattuale.

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Le diecimila Porte di January – Alix E. Arrow

Questo libro mi è stato regalato per Natale dal mio fidanzato ma, per vari motivi, la sua lettura è slittata fino adesso.

Tralasciando la bellissima edizione cartacea con copertina rigida che ben si sposa alla trama, “Le diecimila Porte di January” è un buon fantasy, con un inizio lento ma indispensabile per comprendere il funzionamento delle Porte (con la P maiuscola), varchi interdimensionali che collegano il mondo della piccola January a infiniti altri mondi.

Lo stile dell’autrice è ricco, elaborato, quasi barocco.
Tra l’altro, avevo appena terminato la lettura di “Se i gatti scomparissero dal mondo”, il cui stile è scarno e colloquiale, il che ha senza dubbio contribuito a rendere ancora maggiore l’impatto con l’eccesso descrittivo delle diecimila Porte.

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