Ricordo i primi tempi in università quando, arrivando a lezione con almeno un’ora di anticipo, sbirciavo le copertine dei libri di quei pochi studenti già in aula e leggiucchiavo qualche pagina di nascosto.
Per la maggior parte si trattava di romanzi fantasy, horror o di avventura.
Siccome io e la riservatezza siamo due mondi a parte, mi facevo beccare quasi ogni giorno. A quel punto, visto che comunque ero interessata, chiedevo un riassunto della trama e un parere sulla storia. Il discorso poi virava sui generi preferiti e, quando nominavo il romanzo di formazione, nessuno sapeva di cosa stessi parlando.
Per me, che ho sempre letto e scritto romanzi di formazione, era ovvio considerarlo un genere a tutti gli effetti, come ho scritto in risposta all’articolo di Daniele Imperi sui 10 tipi di romanzi fuori dai generi letterari.
Quindi, vediamo di fare un po’ di chiarezza su questo genere. Continue reading →
Gli obiettivi dello scrittore
La scorsa settimana ho parlato degli obiettivi che i personaggi perseguono in una storia.
Come anticipato, si trattava di un articolo parte di una miniserie di due.
Fissati quelli che sono gli obiettivi dei nostri personaggi, rimane da chiedersi: qual è il fine della storia? Perché scriviamo? Cosa vogliamo ottenere?
Gli obiettivi dello scrittore sono importanti tanto quanto quelli dei suoi personaggi. Continue reading →
Gli obiettivi dei personaggi
Quando si tratta di scrivere una storia, penso che uno degli elementi più importanti sia l’evidenza di un obiettivo.
Non tanto di un obiettivo della storia in sé, di cui tratterò nel post della prossima settimana, quanto di un obiettivo a cui i personaggi tendono attraverso le loro azioni.
Prima di iniziare a scrivere, è fondamentale avere chiaro dove si vuole andare a parare e non solo per quanto riguarda il finale. Continue reading →
Norvegia
Nonostante molte parti di questo articolo fossero già scritte e solo da revisionare (quando torno da un viaggio scrivo sempre dei reportage a uso personale), ho lavorato a questo articolo per più di due mesi, tanto che più di una volta ho temuto che non avrebbe mai visto la luce. Invece, a quanto pare, ce l’ho fatta.
Come ormai sa chi mi segue da un po’, in LEDE, il romanzo fantasy che sto scrivendo, si ritrovano tracce di luoghi realmente esistenti che per me sono stati fonte di ispirazione e meraviglia.
Uno di questi è la Norvegia, in cui sono andata nel mese di agosto 2012 con modalità fly&drive. Continue reading →
La carovana del sale – Elena Dak
Dopo 52 capitoli e quasi 150.000 parole, sono ormai giunta ben oltre la metà nella stesura di LEDE.
Ho impiegato circa un anno e mezzo per giungere a questo punto e ho ormai una discreta conoscenza dei due terzi del mio mondo fantastico.
Il terzo rimanente, invece, è al momento buio completo. O meglio, ho un’idea ben precisa delle tribù che abitano il territorio ma la quasi totalità degli eventi che intendo narrare si svolgono in un vasto deserto simil-sahara di cui non conosco nulla, se non che fa caldo e che c’è sabbia.
Ho così iniziato il mio certosino lavoro di documentazione pre-scrittura e, come prima lettura, mi sono buttata su “La carovana del sale”, di Elena Dak. Continue reading →
Sogno o son desto?
Al liceo avevo una compagna di classe che faceva sogni particolarmente lunghi e dettagliati e ogni giorno ci raccontava le sue mirabolanti avventure oniriche causando, nella maggior parte dei casi, una sonnolenza di massa.
Avendo sperimentato sulla mia pelle che a nessuno frega di cosa sognano gli altri, mi trattengo dal narrare con dovizia di particolari i miei sogni notturni.
Non riesco a farne a meno solo nel caso dei sogni lucidi, ovvero quando mi accorgo o intuisco di stare sognando e posso prendere possesso del sogno o, eventualmente, decidere di svegliarmi.
Se decido di svegliarmi, in genere, faccio dei test di realtà per scongiurare il rischio di falsi risvegli.
Un test di realtà è una prova che metto in atto nel sogno per capire se sto effettivamente sognando o se sono già sveglia. L’ultima volta che è accaduto, per quanto nel sogno tutti mi dicessero che si trattava della realtà, il mio ragazzo era alla guida della mia auto, cosa che non accadrebbe mai nella realtà. Accertatami che fosse un sogno, ho fatto il possibile per svegliarmi davvero.
Anche i personaggi sognano e trovo che sia molto interessante conoscerne il mondo onirico, seppur con le dovute limitazioni. Continue reading →
Background e temperamento
Quando ho parlato dei modi per descrivere un personaggio, ho sottolineato come in un romanzo fosse inutile soffermarsi sui dettagli riguardanti il passato di tal personaggio a meno che tali informazioni non avessero una rilevanza fondamentale per lo sviluppo della storia.
Questo è vero, non è detto che al lettore interessino sbrodolate di pagine e pagine sull’infanzia del protagonista però, premesso che questo post non vuole in alcun modo essere un trattato di psicologia, è fondamentale che l’autore sia al corrente del background e del temperamento del suo personaggio. Continue reading →
Ossessione polare – Paul Nicklen
Per oggi cercavo un post leggero, con un po’ di immagini e facilmente digeribile, da leggere tra una colomba e un chilo di uova di cioccolato, così ho pensato a una delle mie letture preferite: le raccolte fotografiche del National Geographic.
Parlo di lettura perché i miei volumi preferiti sono quelli che alternano immagini con un’ottima risoluzione a descrizioni accurate del luogo in cui sono state scattate.
Le raccolte del National hanno in genere un prezzo che si aggira tra i quaranta e i cinquanta euro ma, ogni tanto, Mondadori espone dei volumi con il bollino “offerta promo” e con uno sconto tale per cui il costo finale di un volume varia dai dodici ai venti euro, una cifra decisamente vantaggiosa per il mio ragazzo (sì, le raccolte me le regala sempre lui).
Purtroppo per voi, però, non credo che rispetterò l’obiettivo della leggerezza che avrei voluto raggiungere per questo post. Continue reading →
Scaletta: sì o no?
Uno degli eterni dibattiti in narrativa è l’utilità della scaletta.
Quando iniziate a scrivere un romanzo, si presuppone che sappiate di cosa volete trattare o almeno in che genere volete collocarvi. Anche se decidete di scrivere narrativa mainstream, avete dei canoni a cui attenervi, non potete parlare di elefanti rosa volanti e sperare che il lettore non ne rimanga quantomeno sconcertato.
Quindi, condizione necessaria ma non sufficiente per scrivere un romanzo è un’idea iniziale che possa essere sviluppata in un consistente numero di pagine.
Fissato questo punto cardine, scaletta sì o no?
Secondo me ci sono pro e contro nell’utilizzo di una scaletta e ognuno deve trovare il metodo che gli è più congeniale. Continue reading →
Spazio e tempo nel romanzo

Che si tratti di un umano, di un albero parlante o di un animale, senza personaggi non c’è storia. Non riesco a pensare a una storia senza personaggi, mentre per diverso tempo ho scritto storie senza contesto.
I personaggi, quando si muovono nella storia, percorrono distanze, impiegano minuti, ore o addirittura giorni, tutti “dettagli” che non possono e non devono essere tralasciati.