L’ascesa dei re – C. S. Pacat

Con questa recensione, arriviamo al terzo e ultimo volume della saga del principe prigioniero scritta da C. S. Pacat.

Che dire? Se il mio inizio con questa saga non è stato dei più esaltanti, per via di alcune carenze descrittive presenti nel primo volume, il mio giudizio è completamente cambiato a partire dalla seconda metà del secondo volume.

Le descrizioni dei popoli sono vivide e realistiche, i paesaggi e le corti sono ben distinti e riconoscibili, così come lo sono le usanze di abbigliamento, alimentazione e convenzioni sociali.

La trama si dipana tra intrighi, inganni e raggiri gestiti alla perfezione. Nessun dettaglio, nemmeno un cavallo morto nel primo volume, è messo a caso.
Tutto è collegato e ha un motivo di esistere all’interno della storia.

Tutti gli interrogativi trovano risposta, compreso quello che mi ponevo fin dall’inizio della saga: perché Castor, figlio illegittimo e fratello di Damen, dopo aver ucciso il padre e ordito un colpo di stato ai danni del fratello per spodestarlo dal trono di Akielos, non ha fatto uccidere il fratello ma lo ha consegnato come schiavo a uno Stato nemico?

Insomma, siamo tutti d’accordo che il modo migliore per eliminare un problema sia cancellarlo definitivamente e non spostarlo altrove, giusto?

Ecco.

Anche questo trova una spiegazione, così come viene ben motivato perché alcuni documenti (che sarebbe stato meglio distruggere) fossero ancora in circolazione.

Questa saga merita di essere letta, per la cura posta nel world-building e per la costruzione dei personaggi.

La caratterizzazione di Laurent, il principe dello Stato nemico, penso sia la migliore della saga e la scelta di presentarla attraverso gli occhi di Damen è stata geniale, perché ha consentito all’autrice di mostrarci l’immagine pubblica di Laurent e l’immagine privata, ponendo anche l’accento sulle due immagini pubbliche del principe: una è quella che lui stesso ha contribuito a costruire, con atteggiamenti e linguaggio. L’altra, invece, è quella creata da suo zio, il Reggente che vorrebbe sottrargli il trono.

Fino alla fine, è impossibile capire davvero chi sia Laurent, che cosa gli passi per la testa, quali siano i suoi piani e quando le sue parole corrispondano al suo reale pensiero.

Questa è una saga che consiglio a chi cerca una vicenda ricca di colpi di scena.
Viene classificata come fantasy, in quanto ambientata in un mondo immaginario, ma non c’è alcuna traccia di magia o di soprannaturale, per cui è adatta anche ai non amanti del genere.

Se lo avete letto o se lo leggerete, fatemelo sapere nei commenti.
Non è una storia molto conosciuta, rispetto ad altre saghe di recente portate in Italia, ma merita davvero una possibilità.

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