La canzone di Achille – Madeline Miller

Come sempre, quando le aspettative su un libro sono troppo alte, si rimane delusi e, infatti, è proprio ciò che mi è successo con “La canzone di Achille”.

Ho letto centinaia di recensioni a cinque stelle un po’ ovunque e mi sono fidata, ignorando quelle voci fuori dal coro che dicevano “meglio non conoscere l’Iliade” o “meglio dimenticare l’Iliade” prima di leggere questo libro.

Ammetto di non aver dato retta a quelle voci, pensando che fossero i soliti snob che “se non è identico all’opera originale, fa schifo”.

Invece, questa volta avevano ragione.

Io ho amato l’Iliade.
L’ho amata al punto che non mi sono accontentata dei paragrafi che fanno parte del programma scolastico, ma l’ho letta tutta.
In traduzione, non ho studiato greco, ma comunque l’ho letta tutta.

L’idea era buona: una riscrittura della vita di Achille narrata dal punto di vista di Patroclo.

Purtroppo, la realizzazione si è rivelata essere un romance con qualche accenno storico, più che un romanzo epico.
Non ho trovato grandi battaglie, scontri descritti con dovizia di particolari, difficoltà logistiche o dinamiche sociali tra commilitoni.
O meglio, tutte queste cose c’erano nel romanzo, ma erano solo accennate, piccoli dettagli sullo sfondo di un grande romance.
Anche la parte riguardante le ingerenze degli dei è stata trascurata e inserita a piccoli bocconi, in parte anche a causa del singolo punto di vista, quello di Patroclo, che non ha permesso all’autrice di approfondire la questione.

Mentre leggevo, mi sono trovata a pensare che, se questo libro fosse stato scritto dal Manfredi che ha dato vita a “Lo scudo di Talos”, sarebbe stato un capolavoro.

Non penso che leggerò “Circe”, l’altra opera “classica” di questa autrice.
La scrittura fluida e lo stile piacevole non bastano a farmi desiderare di leggere altro.

Voi avete letto “la canzone di Achille”? E di “Circe” cosa ne pensate?


2 Comments

  1. Anche io ho trovato eccessiva la parte “romance” del romanzo. Come te, anche io ho da sempre amato l’Iliade (tant’è che poi ho proseguito gli studi e ora sono laureata in lettere classiche) e non ho amato troppo l’aver trasformato il tutto in una storia d’amore. D’altro canto, se il successo di questo romanzo ha portato qualcuno a guardare con un occhio diverso un testo meraviglioso come l’Iliade, tanto di guadagnato.

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