Il fantasma della montagna

Baasan, un pastore nomade della Mongolia, dopo aver ricevuto un’offerta in denaro in cambio della pelliccia di un leopardo delle nevi, si arma di fucile e si avventura sui monti Altaj alla ricerca della sua preda.
Tra il grido dell’aquila, lo scricchiolio della neve sotto gli scarponi e il fischio del vento, si troverà a conoscere davvero se stesso e a decidere cosa per lui è più importante: la vita di un leopardo o i soldi con cui potrebbe abbandonare il nomadismo e trasferirsi in un’abitazione confortevole, lontana dalle privazioni della steppa.

Nel post precedente, avevo detto che avrei parlato della mia esperienza (finora positiva) con l’editoria e, in effetti, avrei voluto pubblicare l’articolo completo entro un paio di giorni, ma ho deciso di dare la precedenza alla notizia della pubblicazione del libro “Il fantasma della montagna” che, di fatto, si tratta del mio esordio.

Dovete sapere che, a metà novembre, ho spedito un racconto per ragazzi, illustrato da me, al concorso letterario gli unici e veri amici: gli animali – V edizione bandito dalla Giovanelli Edizioni.

Non avrei mai pensato che quel racconto, in cui ho messo il cuore e i ricordi dei miei viaggi, si sarebbe classificato secondo e sarebbe quindi diventato un libro.

Di sicuro, sono felice che il mio esordio sia stato proprio con Giovanelli, una piccola casa editrice NO EAP che da sempre si batte per i diritti degli animali.

Al momento, il libro è in fase di stampa, ma può essere già ordinato dal sito dell’editore, approfittando dello sconto che Giovanelli mette a disposizione di chiunque scelga di supportare la piccola editoria, senza intermediari.

Chiunque fosse interessato, lo può trovare a questo link: https://www.giovanelliedizioni.it/libri.html

Per restare aggiornati su altre pubblicazioni, sui miei viaggi e sulle mie letture del momento, mi trovate anche su Instagram, sulle pagine @chia_92_travel e @librieracconti

11 Comments

    1. Ciao Francesco, grazie mille! 🙂
      Nel caso fossi interessato all’acquisto del libro, ti riporto quanto mi ha comunicato l’editore sabato scorso, ovvero che a causa delle pesanti limitazioni covid, la stampa sta ritardando un po’ e, di conseguenza, è al momento disponibile, in pre-ordine con il 20% di sconto, solo sul sito della Giovanelli.
      Le copie verranno spedite appena la tipografia le farà pervenire all’editore.
      Qualora dovessi leggerlo, ti sarei molto grata se tu mi facessi sapere cosa ne pensi.
      A presto 🙂

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  1. Brava Chiara, ho terminato la lettura del tuo racconto e ho trovato che la quarta di copertina rispecchia pienamente la vicenda.
    Il tuo modo di narrare, per sensazioni tattili, olfattive e sensoriali permette anche a chi, come me, non conosce e non è mai stata in Mongolia, di immedesimarsi nella storia e viverne appieno trama e significati.
    Un libro sulla crescita personale e la consapevolezza che può essere una facile ed educativa lettura per tutte le età.
    Nel tuo post precedente parlavi di una storia arrivata alla conclusione, attendo di leggere qualcos’altro allora.
    Con un grande in bocca al lupo 🤗

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    1. Ciao Mary,
      Grazie mille delle belle parole, sono davvero contenta che tu, che segui queste pagine fin dalle origini, abbia apprezzato.
      Martedì avrò un colloquio telefonico con un editore e spero vada tutto bene.
      Grazie dell’in bocca al lupo! ☺️

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  2. Un racconto consigliato a chi ama i viaggi e la scoperta di mete alternative al turismo di massa. Un libro per chi ama la natura e tutte le creature che la popolano. Una lettura facile adatta a tutti, per ragazzi dai 10 ai 90 anni.

    Ciao, ho scoperto il tuo libro tramite un’amica che segue il tuo blog (adesso lo seguo anche io 🤭) e ho deciso di acquistarlo tramite il sito della Giovanelli Editori.
    Ti ho lasciato una recensione su Goodreads dove ho un account e, per tua conoscenza, te la trascrivo:
    Il racconto è la storia di un giovane pastore nomade mongolo che si avventura sui monti Altaj in cerca di un’occasione di riscatto per cambiare la sua vita.
    È scritto molto bene, la descrizione del paesaggio con le sue asperità, i rumori della natura che osserva il cammino del protagonista, apparentemente invisibile eppure così ricca di esseri viventi che si manifestano solo con uno sguardo più attento, la sensazione di assoluta solitudine e del gelo che sperimenta il pastore si vivono sulla pelle mentre le pagine scorrono. E allora siamo lì, con Baasan, e con lui assaporiamo il gusto di cibi naturali, dai nomi difficili, pensiamo e respiriamo all’unisono, sentendoci in balia degli stessi scrupoli e degli stessi sogni del giovane pastore.
    Una vicenda molto attuale, un tema che ci riguarda tutti molto da vicino: la salvaguardia del capitale naturale comincia anche da un racconto letto ai più piccoli e che rinnovi l’attenzione anche degli adulti.
    L’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, il cibo che mangiamo derivano dalla natura. Serve una forte inversione di rotta,
    soltanto la protezione della biodiversità planetaria può assicurare il nostro benessere e dunque ben vengano tutte le forme di sensibilizzazione, compreso questo bel racconto che offre svago e tanta riflessione.

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